AMAZONAS

“Il più grande polmone della terra”, un’incomparabile biodiversità con la più alta concentrazione di specie di piante e animali nel mondo oltre che, la più vasta foresta fluviale del pianeta.

L’ennesimo sogno che si avvera. Ancor prima di pianificare questo giro del mondo, volevamo assolutamente arrivare in questo luogo sperduto e immergerci nella giungla, dopo essere già stati nell’altro polmone del mondo: il Borneo.

La foresta Amazzonica comprende un vasto territorio in Brasile, ma si estende anche in Colombia, Perù, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana Francese ed è attraversata dal Rio delle Amazzoni, il fiume che nasce sulle Ande in Perù e sfocia nell’oceano Atlantico.

Per gran parte dell’anno la foresta è sommersa dai suoi infiniti corsi d’acqua ed è percorribile in gran parte per via fluviale. Purtroppo più di un quinto è stata distrutta e rimane tuttora in pericolo, per la deforestazione, la costruzioni di strade e la crescita delle città.

E’ considerata “la più grande farmacia del mondo” e, molti dei medicinali comunemente impiegati, contengono principi attivi provenienti da qui.

L’arrivo a Manaus nella notte, è stato un vero flash. D’un tratto, il grande fascio di luce della città dopo quattro ore di volo nel buio totale.

Manaus è la capitale dell’Amazzonia, una bella città cosmopolita costruita pensando ad una città europea, infatti, quasi tutti i materiali per costruire i bei palazzi, come il Teatro de Amazonas,  sono stati importati dal Regno Unito e dalla Francia.

Il mercato Adolpho Lisboa, è il più antico della città, si vendono frutta, verdura, pesce, piante ed erbe medicali ed è molto simile ad un tipico mercato di Parigi.

E’ un porto importante e centro di snodo per il sistema fluviale della regione oltre che la base da cui partire per esplorare la giungla o per imbarcarsi sul Rio delle Amazzoni.

L’ecoturismo, attrae un gran numero di visitatori provenienti da tutto il mondo e sono tante le agenzie che propongono i “Jungle trip adventure” di ogni tipo. Scegliere tra l’area del Rio Negro, dove non ci sono insetti per l’acqua acida o l’area del Rio Solimões ricca di vita ma anche di tantissime zanzare.

L’incontro delle acque

La città si trova al centro della confluenza  tra il Rio Negro e il Rio Solimões che formano il Rio delle Amazzoni; due fiumi che scorrono paralleli per migliaia di chilometri e si incontrano qui.

Le acque del Rio Negro, acide e molto scure, si uniscono ma non si mescolano con l’acqua marrone e fangosa del Rio Solimões per 6 km, creando questo fenomeno naturale.

Jungle trip

Ci siamo immersi nella giungla con; due “orsi norvegesi”, “Rubens Ganja” la nostra esperta guida  e, il giovane Juma che sogna di diventare un vero indigeno. Navigato su una tipica canoa di legno “a filo d’acqua” lungo scenari davvero mozzafiato

Per due notti abbiamo approntato l’accampamento nella giungla, fatto il fuoco per cucinare e dormito sulle amache appesi agli alberi avvolti da zanzariere e insetti di ogni tipo.

Il caldo nella giungla è soffocante,  bisogna bagnarsi nel fiume in compagnia dei  piranha, li abbiamo pescati e cucinati per cena, stanato dal sottobosco enormi ragni come la tarantola, agguantato un caimano in acqua per il collo nel buio più totale e imparato molto sulle infinite proprietà curative delle piante  e su come gli indigeni ne traggono alimento e medicinali naturali.  Gli indigeni non usano il repellente, si spalmano sulla pelle minuscole formiche.

Nella foresta ci siamo lanciati con le liane e arrampicati sugli immensi alberi; visto i delfini  nuotare e il bradipo scendere dalla pianta per fare il bagno nel fiume.

Una mattina piovosa siamo stati ospitati nell’Arca di Noè, la casa di una famiglia di nativi. Hanno preparato la colazione a base di frittata di uova delle loro galline e conosciuto tutta la numerosa famiglia composta da nonni, genitori, quattordici figli e tantissimi animali , compresi due  Boa.

Festa e lezioni di Samba con ragazzi brasiliani.

con la canoa  tra i rami dei grandi alberi sommersi in un regno di pace e armonia.

Elena, non soddisfatta e dopo tre giorni di paura, ha chiesto alla guida  di volersi addentrare ancora di più nella giungla e non lungo i sentieri. Rubens, l’ha subito accontentata accompagnandoci in una camminata a colpi di macete. A distanza di due giorni , mi chiedeva cosa fosse quella piccola macchietta nera all’interno coscia…ops, si è presa una zecca! Il mimino che potesse capitarle! e meno male che non è stata ingoiata da un’anaconda.

Rio Amazonas

Ci siamo imbarcati nel piccolo e incasinato porto di Manaus e navigato per cinque giorni e 1.600 km a bordo di un barcone fino a raggiungere Belèm sull’Oceano Atlantico.

Più che una nave, è un lento e affollatissimo barcone fluviale a tre livelli. I passeggeri dormono all’aperto stipati e appesi sulle amache per giorni fino a raggiungere il proprio villaggio. Fortunatamente noi, avevamo prenotato una piccola cabina con bagno .

Queste chiatte percorrono tutto il Rio delle Amazzoni avanti e indietro per migliaia di chilometri partendo dalla Colombia fino a raggiungere l’Atlantico. Attraccano nei villaggi solo per lo scarico delle merci e dei passeggeri.

A Santarem, la cittadina a metà strada sul rio delle amazzoni, abbiamo passato dodici caldissime ore nell’attesa dello scarico della stiva e girovagato a piedi su strade sterrate in cerca di una specie di supermercato

Su questi barconi,  si fa amicizia e si incontrano tante persone, dai locali , ai viaggiatori avventurieri come Sebastian, un argentino che stava attraversando tutto il Sud America con la bicicletta e le sue cose attaccate ad un carretto, un esperto viaggiatore “low budget”. Il suo sito  www.ratatrip.com .

gli straordinari fratelli brasiliani Vanessa, Vittoria e Vinicio con i quali sentiamo un forte legame, ancora oggi siamo in contatto e ci scriviamo.

Lungo il tragitto, gli scenari cambiano in continuazione, si naviga , a volte per stretti canali attorniati dalla vegetazione a fianco delle isolate palafitte dei nativi, a tratti in cui le coste non si vedono e sembra di navigare nel mare. La notte è il momento più magico , sull’amaca a guardare le stelle nella totale oscurità.

Al passaggio della nave, i nativi si avvicinano remando sulle loro minuscole canoe per chiedere cibo o qualsiasi altra cosa.

Mamme e bambini allungano le braccia in segno di richiesta e i passeggeri, lanciano sacchetti di plastica nel fiume con lattine di birra, sigarette e altro.

Altri, coraggiosamente si agganciano per vendere i gamberetti ai passeggeri. “L’Autogrill delle Amazzoni”.

Una notte, siamo stati testimoni di un vero e proprio arrembaggio da parte di coraggiosissimi bambini e bambine di non più di sei/sette anni che, nel totale buio della notte e a bordo di piccole canoe scavate nei tronchi, si agganciavano pericolosamente alla nave  in movimento e si arrampicavano a bordo completamente bagnati per vendere i gamberetti di fiume e le castagne della foresta.

Incredibile il loro coraggio, gli stessi brasiliani erano stupefatti della prodezza. Dopo un paio di ore hanno di nuovo re immerso nel fiume le loro barchine nel buio della notte per tornare a casa.

Il Rio delle Amazzoni è ancora oggi un’arteria di traffico principale nell’area amazzonica, in particolare per il trasporto delle merci.

La fine del viaggio, Belèm

Cinque giorni di barcone sono davvero troppi ma una volta nella vita ne vale sicuramente la pena.

Arrivati a Belem, ci siamo diretti subito in un confortevole Hotel con una confortevole doccia e un confortevole letto.

arrivederci da Fortaleza, le dune di Natal, l’affascinante Olinda e Recife.

2 thoughts on “AMAZONAS

  1. Robi….era ottobre del 2008 ed eri in sud Africa…quando torni? ogni tanto “sbircio” il vostro sito e muoio di invidia….siete stati grandi e continuate ad esserlo….un forte abbraccio.
    Ago

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